Ciao ragazzi , vi scrivo per dirvi che sono altamente indignata per quanto sta accadendo al film di Matteo Rovere “Un gioco da ragazze”. La critica lo sta letteralmente massacrando , per non parlare della censura che lo ha vietato ai minori di 18 anni ! No, cioè, vi rendete conto???
Se ben ricordo nemmeno “Arancia Meccanica”, film capolavoro di Stanley Kubrick, è oggi vietato ai 18. E quello è un film iperviolento. Altro che giochi da ragazze… Come ha già ben formulato la mia mamy , che è venuta insieme al mio papy alla prima del film, il film è stato pesantemente censurato perchè non c’è redenzione per gli atti impuri delle giovani protagoniste. No happy end. No forgiveness. Nothing. Sigh…
Mi raccomando, amici under 18, fatevi portare al cinema dai vostri genitori, in barba a quei puzzoni dei censori!

Altra bella notiziola per voi! E’ finalmente online il video di Nell’Aria, che spero possiate vedere presto anche su MTV e ALL MUSIC ( a patto che lo richiediate pesantemente :-)

Ecco il link:

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PER VOTARLO SU ALL MUSIC

http://www.allmusic.tv/allmusic/playlist?pageType=v&nomePlaylist=altarotazione

SCRIVETE A TRL CLICCANDO QUI E INVIANDO UNA DOMANDA ALLA TRASMISSIONE PER POTER INSERIRE IL VIDEO NELLA PLAYLIST

http://www.mtv.it/tv/programmi/trl/chiedi.asp

Di seguito qualche articolo tratto dal web dalle visioni molto contrastanti…leggete…

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Di Sandrone Dazieri (sceneggiatore del film )
Come ho scritto in precedenti occasioni, ho partecipato alla scrittura del film UN GIOCO DA RAGAZZE, che verrà presentato domani al Festival di Roma. Quello che io, la sceneggiatrice Teresa Ciabatti, e il regista Matteo Rovere volevamo da questo film è che fosse una fotografia di tre ragazze di buona famiglia ma prive di senso morale, per le quali lo shopping e il sesso sono gli unici valori condivisi. Non ci interessava fare un film buonista, pieno di falsi buoni sentimenti, dove alla fine le bad girls si convertono e vanno in convento per espiare, ci interessava raccontare qualcosa che quotidianamente avviene, dare uno sguardo a una generazione. Non tutti gli adolescenti sono così, ma alcuni lo sono, e volevamo parlare di loro. Parlare A loro. Raccontando loro quello che vedevamo, e lasciando a loro il giudizio finale se ci fossimo sbagliati o meno.
Naturalmente, abbiamo fatto i conti senza l’oste, che nel nostro caso è il ministero. E’ notizia di poche ora fa, che la commissione censura ha vietato il film ai minori di diciotto anni. Non perché ci siano scene di sesso esplicito, non perché ci sono scene di violenza insostenibile. Ma perché il film è considerato “pericoloso” per le giovani menti. Diseducativo. Come se il cinema dovesse sostituirsi alle famiglie, ai professori, ai preti. Per capirci, il film Albakiara è pieno di sesso e violenza, ma alla fine c’è la redenzione, e questo basta perché il divieto sia stato dato solo ai quattordici. Non solo ci dicono che cosa è giusto ed è sbagliato, che cosa è lecito e cosa è vietato, ma anche quello che dobbiamo scrivere, dobbiamo girare. Una cosa degna di un paese totalitario, di una dittatura talbana.
Ma cosa significa un divieto ai diciotto?
Prima di tutto che i ragazzi che volevamo vedessero il nostro film non potranno farlo. Non solo. Se un film è vietato ai diciotto anni i suoi trailer non possono essere trasmessi in televisione e neppure al cinema, se non “attaccati” a un altro film vietato ai minori, che praticamente non esistono più, a parte forse qualche trucido horror. Le multisale non lo potranno programmare e nemmeno esporre i manifesti. Non potrò essere trasmesso in televisione nemmeno dopo le ventidue. In sostanza, questo atto barbaro, questa censura ideologica, ucciderà questo film. Poco importa che sia brutto o bello, non sono il più adatto a parlarne. Quello che conta è che qualcuno, in questo paese, vuole decidere quello che possiamo o non possiamo vedere. Vuole ridurre anche il cinema a una grande fiction televisiva, dove tutti i sentimenti sono patinati e che si fuma uno spinello finisce male, dove i poliziotti sono tutti buoni, dove chi ha buon cuore vince e i cattivi vengono sempre puniti. Vuole un cinema dove si possano vedere veline che si tolgono le mutande nel gioco delle corna dei film di Natale, le gare di rutti e peti (queste sì, immagino, educative) ma non qualcosa che racconti un pezzo del nostro presente.
Ora noi ricorreremo in appello contro questa decisione, ma abbiamo bisogno del sostegno di tutti. Non faccio mai appelli per cose che mi riguardano direttamente, ma adesso sono troppo incazzato. Non so come, ma fatevi sentire, se potete. Fate circolare la notizia, diffondete il trailer che nessuno potrà vedere altrimenti.
Vi ringrazio.

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Un gioco da ragazze - la recensione
A fermarsi alla superficie, Un gioco da ragazze è archiviabile come un film pieno d’errori, di facilonerie, d’ingenuità. Solo in parte giustificabili con l’inesperienza del 24enne regista esordiente, Matteo Rovere.
Rovere gira bene, ma i limiti che mette in mostra sono soprattutto quelli di regia intesa come gestione dei tempi e dei modi della messa in scena e della narrazione. Ci sono poi a volte problemi di toni interpretativi e scene francamente malriuscite e pacchiane. Però.
Però sarebbe troppo facile bollare Un gioco da ragazze come l’ennesimo film italiano sbagliato, o come un altro esempio di racconto giovanile esasperato ed ammiccante (anche se in questo l’ambientazione eccessivamente alto borghese, alla Beautiful, non aiuta). Perché quello di Rovere è un film che con tutti i suoi errori ha il pregio di raccontare con coraggio una realtà (romanzata, esasperata, ma pur sempre realtà) troppo spesso semplificata e rimossa da parte della maggior parte della società. Il problema della vacuità, della mancanza di valori e di riferimenti di una certa parte della popolazione adolescente (in Italia ma non solo…) è oggi drammatico e centrale per il futuro. Come lo è altrettanto quello di una classe adulta (insegnanti o genitori) che nel migliore dei casi non hanno più alcuno strumento per comunicare con questi giovani, nel peggiore non ci provano nemmeno.
Non si scambino queste o le considerazioni di Rovere come moraliste o catastrofiche: è una chiave di lettura che fornisce un alibi troppo facile per non occuparsi di una questione scottante.
Un gioco da ragazze invece non nasconde nulla dietro un dito: la sua descrizione di certi temi è solo in minima parte esagerata per esigenze spettacolari, è cronachistica e non giudicante né morbosa, e soprattutto non cerca facili catarsi consolatorie come troppa parte del nostro cinema. Rovere porta il suo nichilismo e il suo pessimismo fino in fondo: chi è cattivo è cattivo (e vince), chi è inetto o debole resta tale, non ci sono salvezze facili, perché all’orizzonte non se ne vedono.
Il suo film ha qualcosa da dire, e il suo “messaggio” risulta persino vagamente disturbante. Per questo, con tutti i suoi tantissimi errori, nel suo essere malgestito e a volte grossolano, Un gioco da ragazze si può difendere e considerare più interessante di tanti altri film nostrani, apparentemente più corretti grammaticalmente e sintatticamente ma che o non hanno nulla da dire o dicono cose scontate, banali e reazionariamente consolatorie.

Federico Gironi

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È un pugno nello stomaco il film che segna l’esordio di Matteo Rovere nel lungometraggio, uno specchio di fronte al quale vengono brutalmente messi genitori e figlie, membri di quell’adolescenza che oggi riempie i servizi di cronaca nostrana dei TG e che viene liquidata da chi guarda con frasi cliché stile “dove andremo a finire”, per esorcizzarne la paura e riparare gli occhi da una visione più autentica e molto spesso vicinissima.
Tre ragazze di buona famiglia, ricche, bellissime, bulle. E promiscue e anoressiche di cibo e bulimiche di droghe, alcool e sensazioni forti, alla ricerca di qualcosa che sia quel to feel, quel sentire davvero, che non arriva mai. La loro non si può nemmeno definire noia: di divertimento ne hanno e tanto, è piuttosto una mancanza di direzione, di scopi, di punti di riferimento che non siano i canoni estetici impossibili delle riviste di alta moda. Femme fatale in erba, più bella, popolare, ricca e spregiudicata di tutte è Elena, la capobranco, la femmina alfa, la queen bee. Chiamatela come vi pare, fatto sta che gli occhi impenetrabili della brava protagonista Chiara Chiti inquietano chi non vuole fermarsi all’epiteliale. Punita dalla sua stessa freddezza, Elena continua e continuerà ad andare avanti, a farsi scivolare tutto addosso – a sforzarsi di farlo quando un dubbio, un sentimento, si insinueranno sotto la sua pelle – a non farsi permeare da niente. Non c’è cosa o persona che la possa toccare, nemmeno chi la prende con un rapporto sessuale: il suo nocciolo duro è intatto, vergine, irragiungibile, iperprotetto dai soldati di una forzata indifferenza. Tutti l’ammirano, le ragazze la invidiano e la odiano. Punita sì, come ha anche detto la Chiti al Festival Internazionale del Film di Roma, come sosteniamo anche noi qui, perché l’aridità sentimentale dopo i vent’anni ti presenta il conto, e chi ci è passato lo sa.
Non gridiamo al capolavoro o allo spaccato sociale, siamo ancora lontani da un quadro completo della situazione e alcuni aspetti potevano essere approfonditi molto meglio. La sceneggiatura poi fa acqua in più punti, specie nella rappresentazione dei genitori, ora assenti, ora manipolati, e dei professori inetti o indifferenti a certe problematiche. Paradossalmente il cast delle giovani esordienti funziona meglio di quello degli adulti professionisti, aiutato anche in molte scene da soluzioni di regia interessanti e dalla giovane mano sensibile di Rovere, ancora da maturare, ma che lascia davvero ben sperare.
La storia, liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Andrea Cotti, si distanzia talmente tanto dal libro da essere praticamente un’altra cosa, ma quel che ne risulta è di un realismo agghiacciante. Non parliamo solo della scena della doccia, che letteralmente raggela anche lo spettatore, ma del linguaggio, il vestiario, il modo di esprimersi e di muoversi di queste ragazze, segno di un’attenzione non banale o sterotipata, ma di un coinvolgimento reale degli autori con la vicenda. Più che dal romanzo di Cotti, Un gioco da ragazze sembra attingere a piene mani da Marlilù S. Manzini e dal suo bel romanzo Io non chiedo permesso, ritratto delle adolescenti ricche e annoiate della provincia bolognese, o dal prontuario di psicologia per genitori Adolescenti terribili, lo stesso da cui Tina Fey trasse quel Mean Girls da cui pure Rovere si allontana tanto, eliminando ogni possibilità di rappresentazione semplificata o da commedia e lasciando solo il mare nero che si agita dentro queste eredi nostrane delle Heathers.
E con questo non vogliamo assolutamente appoggiare il divieto ai diciotto anni della commissione censura: per educare un bambino una delle prime cose che si fanno è porlo di fronte a uno specchio e vedere come reagisce alla sua immagine riflessa.

Federica Aliano

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Sul web ce ne sono di molto più crudeli, e mi rendo conto che non stiamo parlando di Orson Welles, però demolire un 25enne così mi sembra sciocco da parte della critica… Possibile che in Italia i critici siano sempre e solo dalla parte del cinema ULTRAMEGASUPERINDIPENDENTEPROFONDOINTELLETTUALESENONCICAPISCONIENTEMEGLIO?
Va beh, basta con le polemiche , sennò rischiamo di finire nel tipico ping-pong all’italiana.
Insomma, andatelo a vedere e poi ditemi voi!

Mi raccomando, se potete stasera cercate di non ubriacarvi troppo, altrimenti i mostri vi rapiranno e vi porteranno dalla strega Yubaba che vi trasformerà in tanti piccoli animaletti da compagnia! ;-)

Vostra L’à

Ciao Amici!
in attesa di un nuovo post vi invito ad aquistare il giornale “Chi” ( o a chiederlo in prestito dal parrucchiere :-), dove troverete una mia foto a pagina 32!

Per rispondere a chi l’aveva chiesto su facebook le mie pagine sono due, una chiamata L’Aura Abela , mia pagina privata, e una chiamata L’Aura (http://www.facebook.com/pages/LAura/27863284527?ref=ts) di cui vi invito a diventare fan!!! Tra poco creerò un gruppo appositamente per contattarvi tutti in maniera più semplice…

I raduni saranno di Domenica a pranzo e non ci saranno giochi o cose simili… solo un bel pranzo in compagnia e tante chiacchiere !

La data di Milano è il 30 Novembre, quella di Roma il 14 Dicembre o il 21 Dicembre. Esprimete le vostre idee riguardo a possibili locali e vostra partecipazione qui:

l-aureati@email.it

Un abbraccio fortissimo!
L’à

Ciao a tutti!!!
Ecco una bella fotina dal concerto di ieri dei Cranes, lei è la cantante, Alison. Nonostante l’audio davvero pessimo loro sono stati davvero bravi!

Sono superorgogliosa di comunicarvi che ora il blog è anche in Inglese!!!
Spero davvero che anche quella straniera diventi una gran bella e folta community!

Date un’occhiata alle sezioni Biografia e Autobiografia ; anche in Italiano le ho aggiornate e ho pure aggiunto testi e traduzioni che mancavano!

Un abbraccio forte, ci vediamo stasera alle 21 davanti alla Sala Sinopoli del Parco Auditorium della Musica di Roma per il red carpet! Se sarà possibile ci saluteremo lì!

Sono in arrivo i primi raduni, uno a Milano, probabilmente Domenica 30 Novembre, e uno Domenica 14 Dicembre, per festeggiare l’arrivo del Natale. Tenetevi liberi che faremo un bel pranzone tutti insieme!!!

Baci immensi!!!
L’à

Qualcuno di voi ha sentito parlare del progetto “Musicily”?

E’ una bella iniziativa, nata per valorizzare e far emergere la realtà musicale della Sicilia, ed è rivolta ai gruppi emergenti senza contratto discografico.

L’Amico Mario Riso mi ha chiesto di essere parte di questo bel progetto, e per questo passerò qualche giorno in Sicilia, perchè i gruppi selezionati avranno la bella opportunità di partecipare ad alcuni Workshop formativi tenuti da Livio Magnini (bluvertigo), Stefano Verderi (le vibrazioni), Eva Poles (prozac +), Mario Riso et … moi :)

Alla fine di queste giornate musicanti, i gruppi selezionati apriranno anche il concerto dei Rezophonic che sarà il 6 dicembre al Teatro Cielo di Alcamo.

Chi vuole partecipare può mandare la sua richiesta entro l’8 novembre, a questo indirizzo http://www.associazioneperlarte.it/evento.php?id=34 potete trovare tutte le info necessarie e ci vediamo in Sicilia!!! !!! !!!

Ciao ragazzuoli, navigando oggi ho ritrovato questa perla…
Date un’occhiata al suo myspace!

http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=112034418

Piccolo gossip. Ho scoperto questa meravigliosa cantautrice grazie ad uno sconosciuto che , venuto ad uno dei miei concerti piano e voce quando abitavo in California, mi ha lasciato il cd di Linda dicendomi che gli ricordavo molto lei. A quell’epoca sapete che scrivevo lunghissimi pezzi pazzi… ed ero molto psichedelica! ;-D

Vi ringrazio come sempre di essere così splendidi da seguirmi in ogni occasione, siete IMPORTANTI per me!

Un saluto, ci si vede alla prima del film Sabato sera , amici romani!!!
L’à

Domandona boys an girls:
c’è qualcuno là… che sappia costruire graficamente un bel Myspace? Vorrei dargli una rimodernatina ed uploadare qualche video ma non ho dimestichezza e la persona che mi aiutava non fa più questo lavoro…
Avanti, avanti, si accettano proposte!!!
:-)
Grazie e buona giornata a tutti!!

Ciao ragazziiiii!!!
Per chi fosse interessato domani sera alle 21.30 uno dei miei gruppi preferiti, i Cranes, suoneranno al Music Drome di Milano! Ci sono ancora biglietti disponibili in prevendita su Ticketone…
Baci a todos, ci vediamo oggi in Piazza della Stazione con Franco Nisi!!
A più tardi!
L’à

http://www.youtube.com/watch?v=oYbSus1cZHY&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=E5sJVXXYVPA&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=Q77v7AyHVKI&feature=related

Amicissimi, Franco Nisi mi ha invitata a partecipare alla serata conclusiva della manifestazione “Il Tour Dello Statuto”, che mi ha vista ospite nella tappa di Brescia.

La serata si terrà a Milano, in piazza Amedeo D’Aosta, a partire dalle 18.00.
Oltre alla sottoscritta ci saranno tanti altri ospiti: Modà, Studio 3, Alexia, Fausto Leali … … …

Io eseguirò due pezzi piano voce e mi esibirò attorno alle ore 19.00, se siete di passaggio vi aspetto ;)

Cari amici, un po’ di appuntamenti promozionali mi attendono per promuovere il duetto con Gianluca Grignani, e ovviamente, visto che sono trasmissioni con il pubblico, se volete essere dei nostri ben venga!!!

Prima di darvi tutte le informazioni per poter partecipare però, voglio segnalarvi la nascita della mia pagina pubblica ufficiale su facebook, la potete trovare a questo indirizzo http://www.facebook.com/pages/LAura/27863284527, all’interno, oltre a trovare brani, foto, video ed eventi, tutte le persone registrate come “fan” potranno caricare i loro video e le loro foto, insomma avranno uno spazio tutto per loro :)

Vi attendo on-line ;)

Ed ora… ecco qui le due trasmissioni per ora confermate
Cargo, 11 novembre

Registrazione della puntata in cui io e Gianluca saremo ospiti, il pubblico si deve presentare alle 12.30 in via Mecenate 76 a Milano e sarà impegnato fino alle ore 18.00 circa (dipende da quante puntate registrano).

Scalo 76, 15 novembre

Puntata in diretta, il pubblico si deve presentare alle 12.30 in via Mecenate 76 a Milano e sarà impegnato fino alle 17.00, orario di fine della diretta.

In entrambe le trasmissioni il pubblico deve avere più di 16 anni.

Per partecipare potete mandare una mail a l-aureati@email.it (nuova di zecca), nell’oggetto scrivete se volete partecipare a Scalo 76 il 15 nov, o a Cargo l’11 nov e poi nel testo scrivete nome, cognome, telefono ed età (mi raccomando non dimenticate nulla ;)) ed il gioco è fatto!

Lo studio ha posti limitati, quindi chi vuole essere presente si affretti a prenotarsi.

Spero di vedervi numerosi come sempre!
Baci grandi

L’

Buonasera miei cari!
Grazie per essere accorsi di buon grado all’ultimo appuntamento Bresciano! “Troppe emozioni rendono impassibili” dicevano i Bluvertigo qualche anno fa… non fa al caso mio! Nonostante la marea di concerti a cui ho preso parte negli ultimi 4 anni non riesco proprio ad abituarmi … anche suonare per una SOLO essere che non sia la mia meravigliosa Fairy inquietante (bambola fatta dalle mie amiche Quisquilia e Pinzillacchera www.pezziunici.com, che trovate stretta nella mia mano nella foto sopra) si trasforma in un turbinio di emozioni!

Sono orgogliosissima di comunicarvi che sullo Space di Gianluca è stata pubblicata in anteprima assoluta la canzone “Vuoi vedere che ti amo” , riarrangiata e cantata con … MOIS!! :-D
Spero tanto che vi piaccia, io sono molto ORGOGLIOSA del lavoro fatto!
Presto uploaderò anche un pò di backstage del video, che abbiamo terminato di girare ieri notte alle 2.00 °_° !!! E’ stata davvero una bella esperienza collaborare con un artista del calibro di Gianluca!
Non vedo l’ora di vedere il girato del video… il team di lavoro del regista Cosimo Alemà è stato fenomenale: ore e ore di lavoro e mai uno scazzo, mai un litigio, nemmeno nei momenti di grande stanchezza… Evviva!
Ecco il link del pezzo per chi lo desidera ascoltare in anteprima:

http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=115660444

bel figliuolo, neh?? :-)

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Ci tenevo a rispondere ad un paio di vostri commenti, mi perdonerete se non citerò i nomi degli autori, ma me li sono persi quando li ho copiaincollati :-P !

QUOTO: “La vita degli andolescenti non è caratterizzata solo dal sesso dalla solitudine e dalla droga,ma anche da una profonda ricerca dei propri pensieri e del meglio che c’è in noi…nonostante tutte le cose terribili che stanno avvendendo ogni giorno nel nostro mondo e davanti i nostri occhi.Perchè dobbiamo tirar fuori dalle storie il peggio di questa gioventù?quando non è così,ci sono giovani che lottano ogni giorno per i loro valori e per una vita migliore,che dedicano la propria vita al prossimo e vivono sacrificandosi.”

QUOTO: L’aura sta cercando il grande successo? Il
grande pubblico? Oppure, per esigenze d’etichetta magari, L’aura deve assicurarsi un grande pubblico? Io ho il ricordo di una chiacchierata con lei, l’estate 2007, in cui diceva con aria sognante di voler continuare a suonare in ambienti intimi, teatri, che non aveva la pretesa di riempire il forum d’assago perchè non si sentiva una “trascinatrice di masse”… Ma allora da cosa nasce l’esigenza di semplificare? E’ cambiata dentro? Si esprime meglio? E’ questo stramaledettamente ingiusto mercato?

QUOTO: E’ un’artista che ha avuto la fortuna di pubblicare il suo primo album con una grande casa discografica e che ha anche ricevuto una promozione di un certo livello (5 singoli per un’emergente non sono certo pochi)!!!! Poi però Demian non so se per la poca promozione (anche causa tendinite), o per altri fattori, ha evidentemente venduto meno di quello che ci si aspettava…probabilmente L’ non è un’artista che deve stravendere, ma raggiungere almeno un tot di vendite è sicuro. Ed evidentemente ( e sfortunatamente) Demian è stato sotto questa media…

Innanzitutto vi ringrazio per la vostra grande partecipazione nel seguire tutte le iniziative che mi riguardano, capisco che c’è passione in ciò che dite, e anche se capita che non mi trovi perfettamente d’accordo con ciò che leggo, mi fa davvero piacere sentirvi così vicini.

Il film di Matteo Rovere NON è un film alla Moccia. E NON è un film anti-Moccia. NON è un film che parla di TUTTA la gioventù, anzi, trattando della vita di 3 adolescenti ricche sta ovviamente facendo una riflessione su quella percentuale infinitesimale della società costituita da persone abbienti. E badate bene, non si sta riferendo a TUTTE le persone abbienti, ma ad alcune ragazze che SCELGONO di combattere la NOIA profonda che le circonda con vizi e perversioni. Quindi ad una percentuale di una mini-percentuale.

Avendo conosciuto Matteo , che ha due anni più di me, che non è un teenager, ma non è ancora un adulto, posso dire che il suo film tutto è tranne autobiografico. Matteo ha letto un libro la cui trama lo ha colpito molto, perchè non aveva certamente un lieto fine e lasciava grande spazio alla riflessione .
Sono pienamente d’accordo con chi chiede “perchè raccontare la peggio gioventù?”, e rispondo , perchè rappresentare la meglio gioventù è più difficile, e desta meno interesse agli occhi dei produttori, probabilmente.

Secondo voi è un caso che sui Media ci sia sempre tutta questa attenzione verso la cronaca nera “giovane” (vedi caso Chiara Poggi di Garlasco, o Meredith di Perugia), e poca verso le opere benefiche (sapevate che noi giovani facciamo molto più volontariato dei nostri genitori alla nostra età, per esempio)?

Vi chiedete mai perchè in TV abbiano sempre successo i programmi che parlano di scandali, omicidi e sequestri, tradimenti , gossip e mai quelli che esaltano musica, cultura o arte? Perchè quelli che trattano di arte sono NOIOSI. Terribilmente noiosi. Il pubblico chiede SENSAZIONALISMO, emozioni forti, suspance. Anche se finti come l’effetto di una pastiglia di MDMA. Purtroppo c’è una parte di società che vive sottoforma di malattia la schiavitù mediatica. Niente esiste se non va in TV.

Il fatto è che la bontà non fa scalpore. “La bellezza ama nascondersi” diceva una poetessa catanese in una sua bellissima canzone di qualche tempo fa.
In un certo senso il palesare di Matteo la bruttezza e l’orrore di una CERTA parte società è un modo per dire “ecco, avete voluto curiosare nel vaso di Pandora, bene. Accontentati. Ma non aspettatevi happy end. Da qui non si esce vivi”.

La sua critica tremendamente spietata è come se mandasse un segnale languidamente positivo: la nostra speranza è proprio che per il male NON C’E’ SPERANZA. Non cerca di rendere “appetibile” il vizio. Lo mostra in tutta la sua crudeltà.

Spero davvero che al di là di ogni pregiudizio tanti ragazzi giovani lo vedano.
Spero anche che ci sia realmente un giorno la possibilità per le forme d’arte più silenziose e timide di avere riscontro tra il pubblico. L’Arte per sua natura ha un’origine assai negativa , non è un caso che gli artisti migliori siano spesso i più dannati. Essi non hanno paura di guardare dentro il vaso, e magari danzare per molto tempo con l’idea di ciò che ne fuoriesce.

Credo che l’arte che parla del Bene senza essere noiosa sia possibile. Ma è merce rara. Pensate di essere in mezzo ad una folla che urla , e dovete raggiungere con la vostra voce una persona lontana, ma in mezzo alla mischia. Ovviamente la vostra voce dovrà farsi grossa…più grossa. A tratti molto dura. Oppure dovrete trovare altre strade, se non potete camminare verso di lei…

Per quanto riguarda la mia “carriera”, beh, la musica per me è un gioco bellissimo. Lo è sempre stata, e continuerò a farne finchè sarà così. Quando comincerò a considerarla un mero lavoro, o peggio, una mera fonte di sostentamento senza alcuno scopo preciso, smetterò di farla. Ma fino a quel momento non voglio sentirmi condizionata dal dover soddisfare le aspettative di qualcuno, nè tantomeno le mie. Voglio che quel che esce dalla mia gola, dalla mia pancia, dal suono del mio pianoforte sia quel soffio leggero che muove l’anima, che riscalda il cuore, che fa ridere e piangere, che fa divertire.
Le mie opinioni su questo e mille altre cose cambieranno molte, moltissime volte ancora. Chi non cambia mai idea è stupido.

Forse ora ho voglia di cantare qualcosa di un pò più semplice.
Lightness! Light Ness!

Vi voglio tanto bene!
Vostra L’à

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